Negozi che pensano glocal
July 13th, 2010 5:05 pm by Valentina Cavicchiolo
I recenti campionati del mondo di calcio, hanno lasciato noi italiani prematuramente privi di una bandiera da sventolare.

Al di là del disappunto di ciascuno, è stato interessante come ognuno di noi abbia rivolto le sue simpatie calcistiche verso una delle compagini ancora in gara, fino a dividerci tutti tra filo-olandesi e filo-spagnoli. C’è da chiedersi quali siano i valori che ci hanno fatto sentire vicini ad una squadra piuttosto che ad un’altra e se questi valori, anche al di fuori dell’ambito calcistico, siano poi le vere nuove “geografie” di cui tener conto.
E’ ancora utile considerare i bacini d’utenza sulla base di confini geopolitici, spesso disegnati con matita e righello da burocrati post-bellici? O, invece, nell’epoca delle informazioni globali in tempo reale e della mobilità low-cost, considerare “confini” le Alpi o il Mediterraneo è un concetto superato?
Per recuperare terreno in un mondo di equilibri instabili e identità mutevoli, il negozio deve saper rinnovarsi, aprire gli orizzonti al cliente globale (o meglio glocale), giocare con lui, capirne i gusti particolari e i sogni globalizzati. Può essere con una cena in negozio, un workshop dedicato a studenti universitari, una mostra di fotografia o la presentazione di un viaggio che cerca di dare un impulso sostenibile al mondo di domani.
Un augurio ai nuovi portabandiera di Lago nel mondo.
Isabelle di ID DECO a Tolosa (F)
E Kees di STUPENDO ad Amsterdam e Leiderdorp (NL).






