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Marco Rainò, design angel del secondo workshop di Lagostudio

Il workshop di Lagostudio si avvia al termine. Sono state settimane intense dove i ragazzi hanno lavorato inizialmente sul prodotto e, in seconda battuta, sul retail.

A guidarli in quest’avventura è stato Marco Rainò, architetto interessato alla sperimentazione e alla contaminazione fra diverse discipline come architettura, grafica e design.

marco rainò

Marco ha fondato il proprio studio di architettura BRH+, assieme a Barbara Brondi, nel 2002, e si occupa fra le altre cose anche di curatela di mostre e installazioni, nonché dell’art direction di riviste di arredamento.

Oggi è stata giornata di feedback dopo che, in questa settimana, i ragazzi hanno lavorato su di un tema specifico scelto da Marco: la vetrina, o shop window; un elemento chiave del negozio, soprattutto per le possibilità che apre nella comunicazione con il pubblico.

feedback lagostudio

L’abbiamo intervistato e lui ci ha raccontato perché ha deciso di accettare l’invito di Lagostudio e il brief che ha dato ai designer.

Confronto, parola chiave del secondo workshop Lagostudio

Ieri abbiamo accolto in LAGO i designer del secondo workshop Lagostudio che si terrà dal 15 al 26 luglio. Un gruppo molto eterogeneo che, questa volta, raccoglie ben sei paesi: Italia, Spagna, Portogallo, Svezia, Russia, Colombia. Le diverse provenienze non hanno, però, impedito ai ragazzi di misurarsi molto in fretta fra di loro, abbattendo le barriere linguistiche e sociali ed entrando immediatamente in sintonia.

L’aspetto che, di questo secondo gruppo di designer, balza subito agli occhi è che, al di là dei background differenti, hanno tutti un linguaggio comune, anzi due: l’interesse per il design e la capacità di lavorare con gli altri. 

Appena messo piede in azienda si sono sparpagliati all’interno dello showroom toccando, osservando, testando il design LAGO. È stato bello vedere quest’interesse verso la funzionalità, i materiali, le superfici, perché il ruolo del designer non dovrebbe essere solamente quello di disegnare bozzetti di prodotti immaginati scollegati dalla realtà, ma incontrare i bisogni reali e risolverli. E i bisogni reali si capiscono mettendosi nei panni del fruitore, facendo esperienza tattile di un prodotto, mantenendo in fase di progettazione una certa aderenza alla realtà fisica dell’oggetto.

Dopo un tour nella Lagofabbrica per osservare da vicino la linea produttiva, i ragazzi hanno ricevuto il brief e, inaspettatamente, hanno deciso di ragionare da subito in gruppo, impegnandosi in svariati brainstorming collettivi. Condivisione, scambio, dialogo, partecipazione sono palpabili. È un confronto continuo che incarna perfettamente i valori con cui Lagostudio è nato. 

lagostudio group

Fra i designer selezionati per il secondo workshop Lagostudio vi è anche il vincitore del premio Medalla ADI 2013 di ADI-FAD (l’Associazione di Design Industriale spagnola, per intenderci), che è dedicato ogni anno a giovani professionisti appena laureati.

Si tratta di una collaborazione avviata fra LAGO e ADI-FAD lo scorso anno che prevede che il primo classificato della competizione entri di diritto in uno dei workshop estivi di Lagostudio. Un’iniziativa che esprime ancora una volta la volontà dell’azienda di contaminarsi, di mantenersi aperta agli stimoli esterni, di attirare creatività fresca e incontaminata.

gennis senen

Da giovane designer so che è molto difficile trovare oggi imprese o istituti che cerchino davvero nuovi talenti” ci spiega Gennís Senen, il vincitore della medaglia ADI-FAD 2013, ”per questo non posso che ringraziare l’ADI-FAD che organizza concorsi che danno valore al nostro lavoro e aiutano a farci conoscere e LAGO per darci l’opportunità di poter dimostrare concretamente quello che siamo in grado di fare“.

Design Angel di questo gruppo di Lagostudio sarà l’Architetto Marco Rainò, dello studio BRH+, che intervisteremo la prossima settimana e con cui indagheremo tematiche di interior che escono dal concetto di casa.

 

La Bucks University in LAGO

Lunedì sono arrivati gli studenti della National School of Furniture (la scuola nazionale di arredamento) della Buckinghamshire New University.

I ragazzi frequentano il Master in Furniture Design e sono qui per un workshop dal tema molto interessante e attuale: “L’ufficio come casa, la casa come ufficio, l’ufficio in movimento, lavorare in nuove modalità – l’indefinitezza dei luoghi”.

Il progetto nasce da una sinergia fra LAGO, la Bucks University e realtà importanti come Tom Dixon, designer tunisino autodidatta diventato famoso per la S-Chair. Gli studenti hanno anche visitato il suo studio prima di arrivare da noi.

bucks university at lago

Il brief del workshop mette in luce quanto sia cambiato il modo di lavorare negli ultimi 50 anni, caratterizzati dalla globalizzazione, l’introduzione del personal computer, l’esplosione di internet e dei social network.

Siamo ancora sicuri che gran parte del lavoro lo svolgiamo di fronte alle nostre scrivanie? Abbiamo imparato a lavorare anche da nomad worker, in viaggio, in mezzo alla confusione, affittando l’ufficio solo per un paio d’ore o semplicemente tramite un telefonino…

Il fatto che i luoghi nei quali lavoriamo siano sempre più indefiniti, porta anche nuovi interrogativi. Il lavoro finisce davvero nel momento in cui usciamo dall’ufficio? Una volta il tempo lavorativo era completamente distinto da quello libero. Gli strumenti stessi impedivano di portarsi il lavoro a casa. Ora con pc compatti, ipad, iphone e smartphone è difficile distinguere il momento in cui si stacca. E diventiamo tutti, un pochino, PR della nostra azienda. Basti pensare al potenziale virale di Facebook.

Per non parlare della postazione di lavoro. Tanti trasformano l’ufficio in una casa, attaccando foto alle pareti e mettendo almeno una pianta sopra la scrivania. Chissà come sarebbe creare un orto in ufficio…qualcuno dei ragazzi ci sta già pensando!

bucks university lagostudio workshop

Accogliere gli studenti della Bucks University ci fa sempre piacere. Avere per una settimana 10 studenti che vivono con noi, lavorano al nostro fianco e ci contaminano con le loro idee ci permette di scoprire punti di vista diversi.

Una condivisione che è utile anche ai ragazzi che, oltre a vivere una bella esperienza dal punto di vista umano, capiscono anche come funziona un’azienda del design contemporaneo. Grazie al workshop possono così confrontarsi con i reali problemi della produzione di un pezzo, dal concept all’effettiva realizzazione  e ricevere dei feedback tecnici sul loro lavoro che altrimenti non avrebbero.

Il workshop della Bucks University è privato. Per informazioni su LAGOSTUDIO e i workshop pubblici, vai al sito e compila la domanda.