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Intervista a Luca de Bona, designer della sedia Dangla

Oggi incontriamo Luca de Bona, designer della sedia Dangla. Luca ha partecipato all’edizione 2010 di LAGO STUDIO e ha progettato una sedia che ama cucirsi gli abiti addosso, che si adatta bene sia alla zona living che alla cucina. Buona lettura!

Living Lago con sedia Dangla

Qual è il pensiero che ti ha guidato nella progettazione di Dangla?

Volevo una sedia femminile: un corpo elegante da vestire e spogliare con un gesto, che sapesse accogliere con robustezza e cullare. Ma volevo anche una sedia che non seguisse le mode e si adattasse ai contesti e ai tempi. Pensavo che disegnare una sedia capace di rispondere a tutte le mie personali esigenze funzionali ed estetiche (tra cui dondolare) avrebbe in qualche modo permesso a chiunque di ritrovare in Dangla una o più affinità.

Sedia Dangla_4

Perché hai deciso di disegnare proprio una sedia?

Nella storia dell’arredo, la sedia esiste da sempre e, in un certo senso, ha rispecchiato nelle sue forme gli stili e gli usi di ogni epoca. Più di ogni altro arredo, essa ha il compito di decorare gradevolmente e ospitare comodamente. Disegnare questo tipo di seduta è stata una sorta di sfida: volevo dimostrare come fosse possibile inventare una sedia che ancora non esisteva e proporre una soluzione senza tempo e per tutti i tempi, una sedia un po’ magica che mutasse aspetto con un gesto e forma con il peso del corpo.

Sedia Dangla_3

La sedia Dangla può essere personalizzata con tre tessuti diversi. Quanto è importante dare la possibilità al consumatore di creare un design personale oggi?

Oggi le persone vivono, viaggiano e lavorano con ritmi e abitudini sempre più eterogenei e dinamici. Questo rende i loro gusti più ampi, consapevoli e intermittenti. Conoscono il design, ma vogliono che esso si adatti con duttilità al proprio tempo e al proprio habitat. In quest’epoca di trasformazioni, anche le gerarchie degli spazi abitativi e lavorativi stanno subendo sovvertimenti impensabili. Dangla adempie perfettamente al suo ruolo funzionale ed ergonomico, ma grazie a una sinuosa silhouette si lascia vestire elegantemente o sportivamente diventando la sedia per la cucina, la poltroncina per il soggiorno o la seduta da ufficio.

LAGO CATALOGO SALONE DEL MOBILE 2011

La tua Dangla come la sceglieresti?

Vivo in una piccola casa che si distribuisce attorno a un living che è al contempo il luogo dove mangiare, lavorare, rilassarsi e incontrare gli amici. Intorno al grande tavolo che funge da fulcro di tutte le principali attività abitative, vorrei sei sedie Dangla ognuna vestita in maniera diversa: tessuto, pelle, liscia, arricciata, con zip e cuciture a vista in cui ognuno possa scegliere istintivamente dove sedersi…

dangla chair

Quale potrebbe essere il tessuto del prossimo millennio?

Immagino un tessuto sinestetico, prodotto da un telaio che assembli tradizione e alta tecnologia: un uso ecologico delle fibre naturali intrecciate con materiali innovativi e sostenibili capaci di scaldare, illuminare, cambiare cromatismi, ma anche facilmente lavorabili, ricamabili, personalizzabili da chiunque secondo gusti e stili. Siamo proiettati al futuro e questo ci consente di raggiungere traguardi eccezionali, ma siamo comunque uomini con ancestrali esigenze sensoriali da soddisfare e un congenito bisogno di lasciare tracce attraverso segni e decori.

Per info su LAGO STUDIO e per candidarsi ai prossimi workshop: http://lagostudio.com/. Il 25 maggio scade il termine per iscriversi al secondo workshop.

Lago, il design “olistico”

«Quello che facciamo parte da un’idea di design non come decoro o elemento superfluo, ma come qualcosa che genera benessere. Il punto di partenza è una visione “olistica” della fabbrica: vedere l’insieme delle componenti come un valore aggiunto rispetto a singole parti magari riunite, ma scollegate» spiega Daniele Lago, amministratore delegato e head of design.

Leggi l’intervista di VeneziePost, il magazine che racconta la cultura italiana nel mondo.

Lago Rassegna Stampa

Lago Rassegna Stampa – Monitor di VeneziePost Febbraio 2014

 

 

Design is changing, i vincitori del Concorso LAGO

tavolo Air contest

Per chi ha partecipato al Concorso LAGO “Design is changing”, il momento dell’estrazione è finalmente giunto. Ecco a voi i nomi dei vincitori:

ITALIA

Vincitore: Vitantonio Q. di Altamura, Bari
Negozio collegato alla cartolina: Tucci Arredamenti (Lagospace XL), Altamura (BA)
Premi: Air Wildwood Table + Air Wildwood Storage

SPAGNA

Vincitore: Alejandra G. di Madrid
Negozio collegato alla cartolina: Lagostore Madrid
Premio: Air Wildwood Table

FRANCIA

Vincitore: Olivier B. di Gironde, Bordeaux
Negozio collegato alla cartolina: Lagostore Bordeaux
Premio: Air Wildwood Table

RESTO DEL MONDO

Vincitore: Zeina F. di Londra
Negozio collegato alla cartolina: Living Space Fulham (Lago Point)
Premio: Air Wildwood Table

I premi:

Tavolo Air Wildwood Table, con ripiano in legno wildwood, teste chiuse, gambe in vetro extrachiaro.
Larghezza 160 – Profondità 85 – Altezza 76 cm.

Air Wildwood Table

Libreria Air Wildwood Storage, con sistema libreria e contenitori con fondi e teste in wildwood naturale, mensole in laccato blu scuro e contenitore 36e8 con frontale in vetro lucido denim.
Larghezza totale 368 – Altezza da terra 171,2 – Profondità 40,6/56.

Air Wildwood Storage

Grazie a tutti coloro che hanno partecipato.

Per sapere quando partirà il prossimo Concorso LAGO, visitate il nostro blog e la nostra pagina Facebook.

Città Invisibili Kids Village, a lezione di creatività dai bambini

Lavorare con i bambini è un’incursione nella creatività più libera e scevra di inutili sovrastrutture e, sempre, fonte di stimoli inconsueti. Ne abbiamo avuto la prova durante i due workshop di sabato 5 e sabato 12 ottobre che abbiamo organizzato a Casa su Misura, fiera di Padova dedicata all’arredo, all’interno dello spazio Città Invisibili Kids Village, un’area speciale riservata ai più piccoli e ai loro genitori.

Kids Village

In questo spazio i bambini potevano sfogliare libri incantevoli, ascoltare storie, partecipare agli atelier creativi, disegnare e leggere assieme ai propri genitori, che a loro volta potevano ricevere consigli su cosa e come leggere ai propri figli o come progettare una stanza adatta a loro.

Libri infanzia

Durante i workshop, intitolati “La città diseducativa”, i Personal Kid Designer di LAGO e le “atelieriste” di Città Invisibili hanno guidato i bambini nella progettazione di una casa molto particolare con tanto di stanza dei sogni e stanza dei segreti.

È stato interessante scoprire i luoghi dove i bambini amano nascondersi in casa, quale sia la loro stanza preferita o come cambierebbero l’arredamento se potessero. Questi workshop ci hanno portati a capire meglio i loro bisogni, i colori e i materiali dai quali sono attirati, in che tipo di ambiente si sentirebbero sicuri.

La cosa più divertente è stato vederli interagire con i nostri mobili, mentre leggevano, coloravano, giocavano.

La loro creatività si è espressa in modo totalmente libero…è bastato qualche pastello per trasformare due panche Air wildwood in fogli su cui imprimere nomi, fiori, sogni.

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Un restyling che ci è piaciuto così tanto che abbiamo deciso di esporle, assieme alla loro “casa dei sogni”, nella nostra Art Waiting Room.

Panche Air Wildwood

A Bari, il primo Appartamento LAGO Real Estate

In occasione del MADE Expo abbiamo lanciato “Appartamento LAGO Real Estate”, un progetto rivolto a costruttori e immobiliaristi che, nell’arredare la prima unità abitativa di un complesso edilizio, possono usufruire della consulenza di un designer Lago.

Sabato 5 ottobre, nel cantiere di via Matarrese a Bari, si è tenuta la conferenza di inaugurazione di quello che è il primo esempio di Appartamento LAGO Real Estate. L’appartamento fa parte di Noema, un progetto di edilizia residenziale e direzionale di 9 ettari nelle vicinanze di Santa Fara creato, personalizzato e interpretato da Noema Immobiliare. La progettazione completa dell’Appartamento, dalla divisione interna alla scelta degli arredi, è stata a cura del team di Lagostore Bari (Gianni, Benny, Ann Katrin, Raffaella, Giuliano) e Lagospace “Il Chiodo”.

Panoramica Appartamneto LAGO Noema

Alla conferenza di presentazione hanno partecipato Simone Degennaro, amministratore unico Noema, Vito Coppola, architetto e designer e Daniele Lago in collegamento da Milano.

L’appartamento di via Matarrese fa parte di un’area residenziale e direzionale che conta ben 750 unità abitative in grado di ospitare circa 2mila persone e 70mila metri quadrati di spazi a uso ufficio.

Noema cantiere

L’unità campione era, in origine, un due vani con un solo affaccio dotato di bagno e cucinino. Dal momento che difficilmente avrebbe potuto soddisfare tutte le necessità di una famiglia tipo (genitori e figlio), il team progettazione del Lagostore Bari ha ricreato gli ambienti ottimizzandone gli spazi e scegliendo la versatilità dei sistemi LAGO per l’arredamento.

Cucina Appartamento LAGO Noema

Al posto del cucinino è quindi nata una seconda stanza da letto, mentre la funzione del cucinare è stata trasferita nel living. In pochi metri quadrati sono stati ricavati: l’angolo conversazione, l’angolo cottura, la zona pranzo, nonché la zona ingresso completata dalla libreria Tangram.

La camera matrimoniale, stretta e lunga, è stata ricavata tagliando in due la stanza e riquadrando così due spazi autonomi e al contempo integrati.

Camera da letto Appartamento LAGO Noema

Con gli armadi N.O.W. si è realizzato un vestibolo nella parte antistante più buia, una sorta di filtro che conduce all’alcova inondata di luce dove si può riposare sospesi in un letto Fluttua.

Armadi Appartamento LAGO Noema

La scelta di arredare un appartamento di dimensioni ridotte, invece di un appartamento di dimensioni maggiori del complesso Noema, è stata sfida e provocazione insieme, a dimostrazione che il design LAGO, modulare per sua natura, riesce a dare vita ad ambienti eleganti e originali nei diversi tipi di spazio.

 

Intervista a Brit Leissler, designer della poltroncina Huggy

brit_huggy_first_protoBrit Leissler è una vecchia amica di Lago. Nel dicembre 2006 ha partecipato, per la prima volta, a un workshop di Lagostudio. All’epoca era una studentessa in product design al Royal College of Art di Londra. Nell’estate del 2007, è tornata in Italia per un secondo workshop di Lagostudio durante il quale ha concepito la poltroncina Huggy. Nella sua formazione rientrano anche studi di design all’International School of Design di Colonia e al California College of the Arts di San Francisco. Per alcuni anni ha lavorato come designer per diverse aziende in Germania e in Svizzera.

Ma chi è Brit Leissler? Tedesca di nascita, vive a Londra dal 2005. Nel suo sito, racconta di sé: “Brit viaggia molto, ama tutte le forme di eccentricità, unisce i puntini e si diverte a intessere interessanti conversazioni con persone strane e meravigliose. Non mangia animali, adora il formaggio, ama gli scoiattoli di Kensington, i movimenti della robotic dance e il fatto che la vita stimoli le idee”.

Valentina: Ciao Brit. È un piacere rivederti. Iniziamo con Huggy, la poltroncina che hai disegnato per Lago. Raccontami, come t’è uscita quest’idea?

Brit Leissler: Partecipavo al Lagostudio. Era il 2007. Stavo giocando con i materiali, cercando di creare delle forme. Avevo questo pezzo di spugna, che rappresentava un materasso e ho cercato vari modi per dargli una forma. Ho notato che se lo arrotolavo e lo fissavo sul lato inferiore, si apriva dall’altro e diventava una specie di fiore e che questa forma avrebbe funzionato molto bene come seduta. Quando Daniele Lago vide la mia presentazione, anche se in questa fase prematura, si rese conto del potenziale dell’idea e mi chiese di svilupparla ulteriormente. Così sono uscita a comprare un enorme pezzo di spugna. È stato divertentissimo, una piccola avventura, trasportare quel materasso in cima al tetto della macchina di Lagostudio, una vecchia Fiat arrugginita che sembrava cadesse a pezzi. Ricordo che fu un pomeriggio molto divertente!

Primo bozzetto della poltroncina Huggy - Settembre 2007

Primo bozzetto della poltroncina Huggy – Settembre 2007

V: Posso immaginare! È stato difficile trasformare il concept in prodotto?

B: Beh…ho realizzato così tanti prototipi…perché cambiando anche un solo parametro, dovevo cambiare tutti gli altri. Nella fase iniziale di sviluppo è tutto un percorso di prove ed errori; devi capire cosa può funzionare e cosa no. Ho dovuto provare materiali con densità diverse, differenti diametri per il cilindro, vari spessori per il materasso, perché tutte queste cose sono connesse nel design di Huggy. Il materasso deve lavorare come un letto in termini di lunghezza, densità, spessore e, allo stesso tempo, funzionare come comoda seduta. Volevo rendere il prodotto molto semplice, un materasso incastrato in un anello, quindi ho fatto una semplice struttura di legno in cui ho spremuto il materasso e ha funzionato! Eravamo ancora lontani da un prodotto finito, ma ha funzionato. Uno poteva sedersi e questo dimostrò che Huggy poteva diventare un prodotto vero e proprio. Era un punto di partenza. Quello di cui molte persone non si rendono conto è che la parte principale del design è invisibile. Non la vedi nel prodotto finale.

Primo modellino della poltroncina Huggy

Primo modellino della poltroncina Huggy – Settembre 2007

V: Sì, penso che il “work in progress” sia molto interessante e poi gli ostacoli, a volte, ci possono portare soluzioni nuove, magari migliori di quelle che avevamo pensato all’inizio…

B: Sì, hai assolutamente ragione! È importante mantenere una visione chiara lungo la strada. Bisogna essere di mentalità aperta e accettare che quello che si ha in mente all’inizio potrebbe non funzionare…essere aperti a nuove soluzioni. Il problema è che, a volte, le persone diventano troppo ossessionate da un’idea e cercano di spingerla con qualsiasi mezzo, anche quando è chiaro che non funzionerà; così nascono progetti troppo complicati, super stilosi. Io non sono in alcun modo una stilista, ecco perché ho chiamato il mio studio “Shoot the stylist” (spara allo stilista). Credo nella bellezza, ma la ritrovo nella semplicità, non in un eccesso di decorazione.

prototipo poltroncina Huggy

Secondo prototipo della poltroncina Huggy – Dicembre 2007

V: In effetti Huggy è molto semplice, anche nella possibilità di trasformarsi in un letto. Questa doppia funzione risolve tantissimi problemi, soprattutto quando hai ospiti in casa e non sai dove metterli! È un design che aiuta la vita quotidiana, che non la complica.

B: Sì, sono molto orgogliosa del prodotto. Così semplice … Io sono una grande fan della semplicità e dell’approccio “ciò che vedi, è ciò che compri”. Alcune persone potrebbero vederlo come un approccio di non-design, perché non riguarda troppo lo stile. Per me si tratta piuttosto di lasciare che il concetto realizzi se stesso. Non mi piacciono i meccanismi complicati; credo che fare design significhi trovare l’essenza di un’idea e poi quest’idea si realizzerà da sola. In un certo senso è un approccio molto Lago, per questo credo che questo sia un terreno meraviglioso per un rapporto di lavoro tra azienda e designer.

Come usare Huggy

Da poltroncina Huggy diventa un comodo letto d’emergenza

V: Questo approccio di non-design si adatta bene alla nostra società, così liquida, sempre mutevole, in cui nulla è allo stesso modo. E Huggy è proprio figlia di questo mondo iper-mutevole. Ha anche vinto il Good Design Award 2009

B: Il Good Design Award è stato il riconoscimento ufficiale del mio design! Credo che il design debba avere una componente emotiva. Sempre. In qualche modo Huggy tocca le persone emotivamente, perché crea uno spazio così intimo e accogliente come un abbraccio!

V: Brit, mi hai incuriosito, come mai hai chiamato il tuo studio “Shoot the Stylist”?

B: Sai, un sacco di gente confonde il design con lo styling della forma, ma è molto più di questo! Idealmente, il design dovrebbe riguardare un concetto o un’intera filosofia. La mia filosofia si può definire “ambientalismo emozionale”…se può aver senso.

V: Che cosa intendi con ambientalismo emozionale?

B: Credo che il design dovrebbe creare vie, più che cose! Infatti, il design può anche creare cose intangibili, immateriali… può fornire anche solo una struttura, o un servizio, o una situazione. Questo è ciò che voglio creare: un design che dia un beneficio, che aiuti a vivere. In questo modo di pensare dev’essere coinvolta anche l’etica. Poco fa parlavi dei tempi in cui viviamo…penso che i tempi in cui viviamo non siano certamente molto etici. Sembra che la regola sia: “Finché riesci a farla franca, tutto è permesso”. Ai giorni nostri sono le persone più insapori, avide, volgari e senza arte, né parte a farla da padrone, a fare più soldi. I soldi sono il principio guida dei nostri tempi ed è così da un po’ di tempo. Per opporsi a questo serve un “design etico”.

Punch and Cuddle by Brit Leissler - Example of emotional furniture

Punch and Cuddle by Brit Leissler – Esempio di arredamento emozionale

V: Sto intervistando anche altri giovani designer in questo periodo… l’etica è una parola ricorrente. Forse questa crisi sta spingendo le imprese, i designer, ognuno di noi a ripensare il proprio atteggiamento verso l’ambiente.

B: Quando si progetta si dovrebbero prendere in considerazione non solo i costi di produzione…certo, sono importanti, altrimenti è impossibile produrre qualcosa e renderlo fattibile. Tuttavia, bisogna anche considerare i costi ambientali e persino quelli socio-culturali del prodotto. Se si creano solo cose brutte, in un certo modo si contribuisce a rendere brutto il mondo. E non sto parlando solo di come appaiono le cose. Parlo di ciò che rappresentano come sistema di valori. Io non sono per gli espedienti, ma non sono nemmeno contro la leggerezza (di cuore) nel design. Il design può essere divertente, anche stupido; quello che conta è che tocchi la gente in un modo o nell’altro…e offra un certo beneficio. Sento che ci sono moltissimi bisogni che le persone hanno e che non sono soddisfatti dai designer. Con Lago sento che c’è lo spazio per creare prodotti su larga scala, raggiungendo molte persone e, per questo, creare un “impatto silenzioso” nella vita quotidiana della gente.

V: Un impatto silenzioso nella vita delle persone…

B: Sì, questo è quello che può fare il design…idealmente…creare un cambiamento nel modo di vivere. Non voglio essere una “dittatrice del design”. Voglio dire piuttosto che come designer devi essere in grado di leggere, con sensibilità, il modo di vivere, le interazioni che le persone hanno ogni giorno, ecc. Come designer puoi creare il contesto per il prodotto…costruire un mondo…se si tratta di un mondo nel quale la gente si identifica, troverai sempre un “mercato” per il tuo prodotto. Non credo molto nel marketing; credo piuttosto nel toccare davvero le emozioni della gente, non nel cercare artificialmente di convincerli a comprare qualcosa di cui non hanno realmente bisogno. Quindi se le persone sentono di identificarsi con il tuo “mondo” e le cose che disegni, parteciperanno spontaneamente…Non so se tutto questo sia comprensibile…è un po’ astratto, mi rendo conto, ma mi hai chiesto qual è la mia filosofia…Penso che, come designer, sia importante avere un certo senso di responsabilità, perché hai una grande responsabilità, quando crei qualcosa per gli altri.

Lagostore Treviso, in mostra i progetti nati dalla collaborazione fra CLADIS e LAGO

LAGO è sempre interessata alle idee che possono scaturire dalle menti fresche e incontaminate dei giovani. Per questo abbiamo creato LAGOSTUDIO e, per lo stesso motivo, collaboriamo spesso con università italiane e straniere.

Qualche tempo fa abbiamo dato un piccolo brief agli studenti del Corso di Laurea in Disegno Industriale (CLADIS) dello IUAV di Venezia. Il tema riuniva un po’ quelli che sono tre aspetti fondamentali del nostro prodotto: leggerezza, modularità, colore. Ispirandosi ad essi, gli studenti dovevano creare degli oggetti e dei complementi d’arredo.

Il progetto, coordinato da Marco Zito – direttore del CLADIS – ha dato a degli spunti interessanti. I concept più interessanti sono stati selezionati da LAGO.

mostra cladis + lago

Tutti gli oggetti concepiti dagli studenti saranno in esposizione dal 15 al 19 febbraio al LAGOSTORE Treviso.

La mostra verrà inaugurata mercoledì 15 febbraio, alle 18.00. Vi aspettiamo.

Opening LAGOSTORE Rimini

Ecco una piccola gallery sulla serata d’inaugurazione del LAGOSTORE Rimini. Riuscitissima.

Sono passati a trovarci anche il sindaco di Rimini e l’Architetto Semprini, quello che ha disegnato il divano Bocca.

Opening LAGOSTORE Rimini

Opening LAGOSTORE Rimini

Opening LAGOSTORE Rimini

Il resto delle foto le trovate nella nostra bacheca di Facebook.

 

Apre il LAGOSTORE Rimini

Una nuova apertura andrà a rinverdire le fila dei LAGOSTORE italiani.

Giovedì 29 settembre apriamo il primo LAGOSTORE Rimini.

nuovo lagostore rimini

Il buffet è in collaborazione con la piadineria Nudecrud.

Per la musica, invece, abbiamo ingaggiato un DJ d’eccezione: Patrice Ayivi di Thumbz’ Up Academy, Accademia teatrale di Rimini in collaborazione con Jamit Music Production. Patrice Ayivi è francese, di professione fa il ballerino-coreografo. Ha ballato nei più importanti locali europei e alle più esclusive feste private di importantissimi brand della moda italiana come Versace, Armani, Roberto Cavalli. Si è occupato di coreografie per brand come Kappa, Converse, Bacardi, Coca Cola, Redbull, etc. Autore di BRODA su MTV Italia (Comedy Lab) e cabarettista a Colorado Cafè, Zelig al teatro (strangers in the night), ha anche partecipato a video musicali di artisti italiani come Rosalinda Celentano, Stefano Secchi, Articolo 31. Art director al Teatro Alberti.

Vi aspettiamo in Corso d’Augusto, 212 Rimini alle 18.00.


Cena di gala per le donne vittime di violenza

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Martedì 27 settembre al Palazzo della Ragione di Padova si terrà una cena di gala a sostegno delle donne vittime di violenza.

L’intero ricavato della serata è destinato ai servizi e ai progetti del Gruppo Polis per l’accoglienza e il reinserimento sociale delle donne abusate. La finalità è dare loro la possibilità di ricostruire il proprio futuro attraverso l’accoglienza protetta in appartamenti ad indirizzo segreto e percorsi di accompagnamento sociale e lavorativo.

Tratta, sfruttamento, violenze domestiche e famigliari: sono purtroppo molte le cause che provocano traumi psicologici e fisici presso un elevatissimo numero di donne.

LAGO ha deciso di partecipare all’iniziativa in qualità di main sponsor, perché crede sia importante sensibilizzare l’opinione pubblica in tal senso.

Il termine di adesione per partecipare è venerdì 23 settembre. Il contributo di partecipazione richiesto è di 80 euro a persona. È possibile dare la propria adesione in uno dei seguenti modi: con prenotazione e versamento diretto prima dell’evento, con prenotazione e versamento la sera dell’evento, con prenotazione e bonifico bancario.

Per tutti i dettagli sul programma e su come partecipare vi rimando alla pagina dedicata.