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Intervista a Harry Owen, designer della sedia Joynt

Cresciuto nell’isola di Wight, Harry Owen è il designer della sedia Joynt, vincitrice di una Menzione d’Onore al Compasso d’Oro di quest’anno. La sua è una sedia innovativa e sorprendente che regala un’esperienza inattesa.

sedia joynt

Harry, la sedia Joynt si è aggiudicata una Menzione d’Onore al Compasso d’Oro 2014. Come ti senti?

È un vero privilegio per me vedere riconosciuta la sedia Joynt come uno dei migliori progetti di design industriale. Devo ringraziare LAGO STUDIO per l’opportunità che dà ai giovani designer e anche i miei tutor alla Bucks New University per il supporto durante lo sviluppo del progetto.

Raccontaci qualcosa di più del concept della sedia Joynt. Come ti è venuta l’idea di un giunto?

Inizialmente l’idea si è sviluppata, mentre stavo esplorando uno dei processi tradizionali con cui si realizzano le sedie: la curvatura col vapore, dove il legno viene riscaldato a vapore per essere poi piegato. Il calore, infatti, rende flessibile il legno e permette di dargli una forma specifica. Tuttavia questo tipo di processo è gravoso sia in termini economici, che di tempo e io volevo trovare una nuova modalità di curvatura del legno per assicurare lo stesso comfort alla seduta. L’aspetto chiave della sedia Joynt risiede nella gomma flessibile dello schienale che, normalmente, viene utilizzata nel settore automotive.

Harry Owen sedia Joynt

A quali bisogni assolve la sedia Joynt?

Naturalmente le persone sono sempre in movimento e lo schienale flessibile assicura il movimento e il supporto allo stesso modo di una sedia da ufficio. Idealmente la sedia Joynt può essere utilizzata in qualsiasi ambiente, dagli spazi pubblici agli uffici, dalle scuole alle sale d’attesa. Ho ancora un paio dei primi prototipi sulla scrivania di casa mia.

Quant’è importante l’ergonomia nella progettazione di una sedia?

L’ergonomia e la comprensione dell’interazione prodotto-persona sono essenziali quando si disegna qualcosa. Realizzare diversi prototipi durante la fase di sviluppo permette di determinare il comfort prima dell’estetica. Lo schienale colorato della sedia Joynt indica all’utente che qualcosa succederà, che vivrà un’esperienza, anche se molte persone rimangono comunque sorprese sedendosi.

Pensi che oggi l’ergonomia sia intrinseca al prodotto oppure un plus?

Credo che ci siano molti fattori, inclusa l’ergonomia, che sono essenziali e dovrebbero guidare lo sviluppo di un prodotto. Costi, materiali, proporzioni e forme sono tutti uguali allo stesso modo. Quello che abbiamo cercato di fare con la sedia Joynt è creare qualcosa di innovativo, giocoso e confortevole.

La tua sedia in tre parole?

Innovativa, divertente, flessibile.

Compasso d’Oro 2014, menzione d’onore ad Appartamento LAGO e sedia Joynt

Al Compasso d’Oro di quest’anno, edizione XXIII, LAGO si è aggiudicata ben due Menzioni d’Onore: la sedia Joynt per il design di prodotto e l’Appartamento LAGO per la sezione progetti.

Sono due riconoscimenti che toccano due sfere importanti di LAGO: Lagostudio e Appartamento LAGO.

La sedia Joynt, disegnata dal giovane designer Harry Owen, è frutto del lavoro di Lagostudio, il laboratorio creativo di LAGO, dove ogni anno vengono organizzati workshop ai quali sono invitati studenti provenienti dalle migliori scuole internazionali di design.

sedia joynt

L’aspetto innovativo è la flessibilità dello schienale. La Joynt è una sedia che, a prima vista, sembra avere un’angolazione ergonomicamente innaturale ma che, grazie al giunto in gomma integrato nella struttura in legno, asseconda il movimento del corpo. Lo schienale della sedia si flette, infatti, all’indietro supportando il dorso e restituendo una sensazione di grande comfort.

Il progetto Appartamento LAGO, invece, ridefinisce e reinventa gli spazi riservati al contatto azienda-consumatore-prodotto. Si tratta di un esperimento abitativo e culturale inedito; un vero appartamento, abitato da persone vere e interamente arredato con i prodotti LAGO il cui proprietario, appassionato di design, apre la propria casa ai visitatori, organizzando e ospitando al suo interno eventi culturali, conferenze, mostre.

cucina salotto

Nato a Milano nel 2009, in occasione del Salone del Mobile, il progetto Appartamento LAGO è la prova che il design oggi non è più solo fisico, ma va oltre l’oggetto: le energie, le relazioni e le situazioni che si generano al suo interno tra le persone non possono essere replicate in nessun altro posto allo stesso modo.

 

Intervista a Luca de Bona, designer della sedia Dangla

Oggi incontriamo Luca de Bona, designer della sedia Dangla. Luca ha partecipato all’edizione 2010 di LAGO STUDIO e ha progettato una sedia che ama cucirsi gli abiti addosso, che si adatta bene sia alla zona living che alla cucina. Buona lettura!

Living Lago con sedia Dangla

Qual è il pensiero che ti ha guidato nella progettazione di Dangla?

Volevo una sedia femminile: un corpo elegante da vestire e spogliare con un gesto, che sapesse accogliere con robustezza e cullare. Ma volevo anche una sedia che non seguisse le mode e si adattasse ai contesti e ai tempi. Pensavo che disegnare una sedia capace di rispondere a tutte le mie personali esigenze funzionali ed estetiche (tra cui dondolare) avrebbe in qualche modo permesso a chiunque di ritrovare in Dangla una o più affinità.

Sedia Dangla_4

Perché hai deciso di disegnare proprio una sedia?

Nella storia dell’arredo, la sedia esiste da sempre e, in un certo senso, ha rispecchiato nelle sue forme gli stili e gli usi di ogni epoca. Più di ogni altro arredo, essa ha il compito di decorare gradevolmente e ospitare comodamente. Disegnare questo tipo di seduta è stata una sorta di sfida: volevo dimostrare come fosse possibile inventare una sedia che ancora non esisteva e proporre una soluzione senza tempo e per tutti i tempi, una sedia un po’ magica che mutasse aspetto con un gesto e forma con il peso del corpo.

Sedia Dangla_3

La sedia Dangla può essere personalizzata con tre tessuti diversi. Quanto è importante dare la possibilità al consumatore di creare un design personale oggi?

Oggi le persone vivono, viaggiano e lavorano con ritmi e abitudini sempre più eterogenei e dinamici. Questo rende i loro gusti più ampi, consapevoli e intermittenti. Conoscono il design, ma vogliono che esso si adatti con duttilità al proprio tempo e al proprio habitat. In quest’epoca di trasformazioni, anche le gerarchie degli spazi abitativi e lavorativi stanno subendo sovvertimenti impensabili. Dangla adempie perfettamente al suo ruolo funzionale ed ergonomico, ma grazie a una sinuosa silhouette si lascia vestire elegantemente o sportivamente diventando la sedia per la cucina, la poltroncina per il soggiorno o la seduta da ufficio.

LAGO CATALOGO SALONE DEL MOBILE 2011

La tua Dangla come la sceglieresti?

Vivo in una piccola casa che si distribuisce attorno a un living che è al contempo il luogo dove mangiare, lavorare, rilassarsi e incontrare gli amici. Intorno al grande tavolo che funge da fulcro di tutte le principali attività abitative, vorrei sei sedie Dangla ognuna vestita in maniera diversa: tessuto, pelle, liscia, arricciata, con zip e cuciture a vista in cui ognuno possa scegliere istintivamente dove sedersi…

dangla chair

Quale potrebbe essere il tessuto del prossimo millennio?

Immagino un tessuto sinestetico, prodotto da un telaio che assembli tradizione e alta tecnologia: un uso ecologico delle fibre naturali intrecciate con materiali innovativi e sostenibili capaci di scaldare, illuminare, cambiare cromatismi, ma anche facilmente lavorabili, ricamabili, personalizzabili da chiunque secondo gusti e stili. Siamo proiettati al futuro e questo ci consente di raggiungere traguardi eccezionali, ma siamo comunque uomini con ancestrali esigenze sensoriali da soddisfare e un congenito bisogno di lasciare tracce attraverso segni e decori.

Per info su LAGO STUDIO e per candidarsi ai prossimi workshop: http://lagostudio.com/. Il 25 maggio scade il termine per iscriversi al secondo workshop.

Marco Rainò, design angel del secondo workshop di Lagostudio

Il workshop di Lagostudio si avvia al termine. Sono state settimane intense dove i ragazzi hanno lavorato inizialmente sul prodotto e, in seconda battuta, sul retail.

A guidarli in quest’avventura è stato Marco Rainò, architetto interessato alla sperimentazione e alla contaminazione fra diverse discipline come architettura, grafica e design.

marco rainò

Marco ha fondato il proprio studio di architettura BRH+, assieme a Barbara Brondi, nel 2002, e si occupa fra le altre cose anche di curatela di mostre e installazioni, nonché dell’art direction di riviste di arredamento.

Oggi è stata giornata di feedback dopo che, in questa settimana, i ragazzi hanno lavorato su di un tema specifico scelto da Marco: la vetrina, o shop window; un elemento chiave del negozio, soprattutto per le possibilità che apre nella comunicazione con il pubblico.

feedback lagostudio

L’abbiamo intervistato e lui ci ha raccontato perché ha deciso di accettare l’invito di Lagostudio e il brief che ha dato ai designer.