Il futuro della pubblicità

Il 2006 ha segnato l’inizio di un cambiamento che tutti concordano essere epocale per la pubblicità. Tale cambiamento è una risultante di diversi fattori: rivoluzione tecnologica e cambiamenti in atto nel mercato e nel consumatore.

Il ROI si riduce portando inevitabilemente alla ricerca di soluzioni alternative ai mezzi classici come viral e guerrilla che meglio sembrano raggiungere i giovani. L’attenzione si sposta sempre più del prodotto al consumatore e grazie alla rete le comunicazioni diventeranno sempre più evolute e selettive permettendo anche un’ottimizzazione dell’investimento.

Il direct marketing che sembra essere la ricetta del futuro, promette una crescita del 2,6 % per il 2008. Tutto questo emerge da una ricerca commissionata dall’Upa ad Enrico Finzi.

Per approfondire: pubblicitàItalia

L’altra faccia della medaglia è ben rappresentata da alcune considerazioni sulla pubblicità di Sergio Maistrello, appena suggeritemi da Mauro.

“La pubblicità è troppa. Quando troppe persone parlano contemporaneamente, il livello della voce sale. Anche le persone più rispettose, quando si trovano in mezzo alla confusione, devono alzare la voce e diventano moleste. Tante persone moleste insieme diventano un mal di testa. Se fossi uno che ritiene di avere cose interessanti da dire, non parlerei in mezzo alla confusione.”

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