Il mostro Ikea

Fino a fine marzo, tutti i miei venerdì sera e sabati, sono ipotecati per frequentare un master in marketing e comunicazione d’impresa a Verona. 

I docenti sono di ottima caratura e ottimi sono i loro curriculum. Venerdì scorso un’ulteriore, piacevole, sorpresa. Invitato all’ultimo, ecco Valerio di Bussolo, responsabile comunicazione Ikea Italia. 

Nominando Ikea ai mobilieri, si rischia di far andare il boccone di traverso a più di qualcuno e parlare di quello che oramai è il primo gruppo al mondo da questo piccolo pulpito è come parlare di corda in casa dell’impiccato.

Non voglio entrare in discorsi sui massimi sistemi, dibattendo su qualità, design, materiali, etc. ma mi limiterò a fare una piccola panoramica su quello che per me è alla base del successo Ikea: una grande strategia di marketing che viene abilmente replicata e declinata in ogni paese e dalla quale tutti dovremmo un poco imparare almeno qualcosa.

Se esistono degli elementi che non si trovano nei grandi gruppi e aziende, più o meno storici del desgin italiano attivi oggi, sono proprio un pensiero forte ed una strategia ben delineati. Al di là dei riflessi economici sul mercato del mobile italiano, forse Ikea è arrivata a suonare la sveglia a chi, pur vendendo da sempre in ogni angolo del globo il benedetto Made in Italy,  non si è mai preoccupato di comunicarlo.

 

L’obiettivo Ikea:

Creare una vita quotidiana migliore per la maggioranza della gente

L’idea commerciale:

Offrire un vasto assortimento d’articoli d’arredamento funzionali e di buon design a prezzi così vantaggiosi da permettere al maggior numero possibile di persone di acquistarli.

Il target principale:

Single primo impianto,

Famiglia giovane con bambini piccoli.

Le tre dimensioni:

Tutta la presentazione è scaricabile dal sito Ikea.

 

Ikea è “alta” o “bassa” quindi?, a chi si rivolge?.

Qui sono concentrati tutti gli sforzi della comunicazione. Paradossalmente Ikea è più vicina ad un target medio/medio-alto. Il consumatore esperto e con maggiore “cultura” accetta più facilmente un approccio di questo tipo ed un prezzo basso. Il consumatore di fascia bassa, che più di tutti potrebbe trarre giovamento da un prezzo di un prodotto Ikea è invece ancora restìo e difficilmente abbandona l’equazione “basso prezzo=scarsa qualità”.

- Ma Ikea è la “scarsa qualità” per eccellenza – , a qualcuno verrà in mente di dire. Se consideriamo però che i diretti competitors sono Mercatone Uno, Ovvio, Castorama bisogna allora chiedersi chi sta facendo al meglio il proprio lavoro; chi meglio degli altri ha raggiunto l’equilibrio design-prezzo-funzione.

Attenzione: questo potrebbe essere il mio ultimo post. ;)

 

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